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Report Istat sugli asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia dell’anno educativo 2018/2019.

9 Novembre 2020

E’ stato di recente pubblicato dall’Istat il report annuale “Offerta di asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia dell’anno educativo 2018/2019” (per leggere l’intero articolo clicca qui…).

Il documento fotografa lo stato di attuazione dei servizi all’infanzia su tutto il territorio nazionale nonché le spese sostenute dai Comuni per gli asili nido e i servizi integrativi.

Dai dati elaborati dall’Istat emerge che nell’anno di riferimento sono attivi sul territorio nazionale 13.335 servizi per un totale di 355.829 posti autorizzati al finanziamento e che l’offerta copre il 25% dei potenziali utenti (bambini da 0 a 3 anni) appena sotto il parametro del 33% fissato dall’Unione Europea (Consiglio di Barcellona 2002).

Nel documento viene evidenziato che, pur essendovi ancora un grande disequilibrio di offerta dei servizi all’infanzia tra Nord e Sud del Paese, nell’anno educativo 2018/2019, nelle Regioni del Sud si è registrato un significativo incremento di posti pari al 5,6% rispetto all’anno precedente contro un incremento dello 0,3 % a livello nazionale.

Nel report viene rilevato come tale incremento dei servizi sia dovuto “… alle misure statali attuate a sostegno dello sviluppo socio-educativo per la prima infanzia e del riequilibrio delle differenze geografiche…” e, altresì, che “… i nidi e i servizi integrativi … rientrano tra i settori prioritari di intervento dei Piani di Azione e Coesione (PAC)… come strumento per potenziare l’offerta dei servizi di cura e ridurre il divario rispetto al resto del Paese nelle quattro Regioni comprese nell’ “Obiettivo Convergenza”: Puglia, Campania, Sicilia, Calabria”.

Questo documento certifica come, per la prima volta dopo sette anni dalla nascita del PAC, nel 2018/2019 si sia registrata un’inversione di tendenza nell’offerta dei servizi all’infanzia nel Sud d’Italia con una conseguente diminuzione del gap esistente  con il resto del Paese, grazie all’attività svolta dal PNSCIA che costituisce uno strumento indispensabile per il raggiungimento degli  obiettivi fissati, nel 2002, dall’Unione Europea.

Ultimo aggiornamento:

Lunedì 9 Novembre 2020, ore 14:25

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