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CIS-COSA

I documenti di seguito allegati, redatti dal Responsabile dell’Ufficio di Coordinamento che opera nell’ambito dell’Autorità di Gestione, riproducono tutta la “storia” del Programma dall’inizio della sua attività nel 2013, fino alla fine del 2016.
Da tali sintesi ragionate delle principali questioni trattate dagli Organismi del Programma (C.I.S. e C.O.S.A.) si evidenziano i passaggi tecnici resisi necessari per l’avvio del Programma, per la ripartizione delle risorse assegnate, per le modalità di progettazione, di finanziamento e della relativa rendicontazione.
Per il Comitato di Indirizzo e Sorveglianza (C.I.S.), vengono individuate le principali tematiche illustrate e gli interventi strategici ritenuti necessari nelle diverse fasi di attuazione del Programma, per garantirne, pur in presenza delle riscontrate criticità, la piena realizzazione nei tempi e nei modi stabiliti.
In sede C.I.S., grazie al livello collaborativo garantito, anche attraverso apposite Intese, dalla partecipazione dei molteplici referenti istituzionali (Regioni, ANCI, Organizzazioni datoriali e sindacali, Partenariato Sociale e Terzo Settore ) è stato possibile definire l’assetto regolamentare, necessario per una corretta erogazione dei servizi sociali a sostegno delle fasce più deboli, in contesti territoriali con capacità di attuazione differenti e, a volte, caratterizzati da grande fragilità.
La documentazione in esame evidenzia l’opera di sensibilizzazione e cooperazione offerta al riguardo da tutti gli attori coinvolti nel processo ed i numerosi strumenti posti a disposizione dei soggetti Beneficiari per una semplificazione ed accelerazione delle procedure da porre in essere per l’effettivo e corretto utilizzo delle risorse disponibili, rideterminate per effetto del taglio disposto con la legge di stabilità del 2015. In particolare, su proposta dell’AdG, fortemente condiviso da tutti gli interlocutori a vario titolo coinvolti, è stata ottenuta una proroga al 30 giugno 2018 dei tempi di attuazione del Programma e sono stati, altresì, definiti, a seguito di un’attività di monitoraggio straordinario, i criteri per una possibile posticipazione dei termini per la realizzazione degli interventi programmati e finanziati col Primo Riparto e per la riassegnazione sul Secondo Riparto delle risorse non impiegate, onde non vanificare le attività poste in essere dagli Ambiti territoriali e favorirne il più possibile il potenziamento ed il consolidamento.
Con riguardo alle riunioni del Comitato Operativo di Supporto all’Attuazione (C.O.S.A.) - con competenze più operative e di esame dei progetti per la loro approvazione - sono state enucleate le principali questioni emerse nella fase istruttoria e sottoposte alla valutazione del Comitato, al fine di individuare criteri omogenei e condizioni condivise cui subordinare l’approvazione ed il finanziamento dei Piani di intervento presentati.
A titolo esemplificativo, si richiamano tra le condizioni più frequenti, la definizione dei criteri di accesso e compartecipazione al costo dei servizi (a titolarità pubblica per i nidi e servizi integrativi relativamente all’Infanzia e servizi domiciliari relativamente agli Anziani) e la regolamentazione del sistema di accreditamento delle strutture private, con relativo catalogo dell’offerta. Per gli Anziani, si è ritenuto necessario rendere congruenti le informazioni contenute nei Piani di intervento e negli Accordi di Programma stipulati con le ASL, prevedendo un Addendum integrativo per una chiara identificazione degli impegni, fermo restando che il contributo della ASL per l’ADI deve riferirsi al 50% delle sole prestazioni erogate dagli OSS, come previsto dai D.P.C.M. del 14/2/2001 e del 29//11/2001. Particolarmente rigorosa è stata la valutazione in merito alle giustificazioni fornite dai Beneficiari in caso di mancato mantenimento, negli anni 2015 e 2016, dei livelli di servizio programmati nel 2014, in deroga a quanto richiesto dalle Linee Guida.
Più in generale, la necessità di un adeguamento della programmazione richiesta alla normativa regionale, alle nuove norme di contabilità e sulle stazioni uniche appaltanti, come pure i ritardi dovuti all’inevitabile vincolo tra la programmazione PAC e le eventuali altre fonti di finanziamento (risorse proprie; risorse FESR), hanno reso necessaria una fase di assestamento ed affinamento delle procedure e delle prassi operative poste in essere dai Beneficiari ed una conseguente intensificazione dell’attività del Comitato, con risultati soddisfacenti, grazie anche alla continua interlocuzione con gli Ambiti e agli sforzi congiunti di tutti gli attori del Programma che hanno contribuito a migliorare la regolazione concernente i servizi di cura e ad innalzare la qualità dei medesimi servizi.

Ultimo aggiornamento:

Martedì 20 Giugno 2017, ore 13:01